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FIABA E FAVOLA,
C’E’ DIFFERENZA
Ho notato che spesso nell’uso comune
questi due termini vengono confusi e la maggior parte delle persone
non conosce la differenza che intercorre fra le due narrazioni.
Entrambe possono essere scritte in prosa o in versi e hanno
strutture molto simili, come
d’altronde è comprensibile dall’etimologia latina in comune,
fabula, termine che deriva dal verbo fari
(parlare). Ciò sottolinea l'importanza della comunicazione orale in
questo genere espressivo. Difatti per la narrativa, la
materia prima della letteratura per i bambini derivava dalla
tradizione orale dei racconti popolari, delle fiabe, delle
leggende, dei miti, mentre per la poesia, dalle filastrocche
e dalle ninne nanne.
Soltanto dal XVII secolo, la
letteratura per i bambini e per i ragazzi si costituì come un
genere letterario ben definito. La distinzione tra favola e fiaba si
può considerare come un'evoluzione diversa dello stesso genere
letterario inserito in contesti culturali differenti: la favola è
più vicina a tradizioni classiche e mediterranee; la fiaba mostra
l’influenza del folclore delle civiltà nordiche.
La fiaba, ha la funzione
d’intrattenimento infantile e i suoi protagonisti sono esseri umani
alle prese con creature soprannaturali (streghe, fate, gnomi, elfi,
orchi ecc.) e oggetti dotati di poteri magici.
I contenuti della favola
presentano scopi educativi, edificanti, formativi, moraleggianti
(ricordate il detto: la morale della favola?...) e i suoi
protagonisti immaginari sono animali, piante o cose, cui si
attribuiscono virtù e vizi umani.
(Mirella Puccio) |