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::TERZA PARTE: La scelta::

 

Mirella Puccio - clicca qui per la tua favola personale

   

TERZA PARTE: LA SCELTA    

Dorino gli chiese se si fosse divertito a nuotare con Nanà.

-E’ stato magnifico, domani torniamo, non è vero?- rispose Riccardino con gli occhi che brillavano.

-Se resterai nel Paese dei Girasoli, potrai venire tutte le volte che lo desideri.

-Mi piace la vita avventurosa! -

-Calmati, adesso è ora di riposare, baby, andiamo al Mulino. Ti ricordi ancora come si fa a volare o ti aiuto io?-

-Certo che mi ricordo! -

           

            Giunti a casa, la solita tavola traboccante di cibi deliziosi li attendeva invitante. Questa volta, frutta di tutti i tipi era stata collocata su vassoi di cristallo: ciliegie, fragole, grappoli di uva bianca e nera, ribes, mirtilli, ananas, arance, angurie e meloni. Bigné alla panna, torte e cioccolata erano comunque disponibili per soddisfare tutti i desideri del piccolo ospite.

-Mi chiedo come può un bambino piccolo piccolo mangiare tanta roba senza vomitare!- osservò Dorino guardando Riccardino che mangiava di tutto con grande appetito.

-Più mangio, più ho fame! -

-Bevi un bicchiere d’acqua, così il cibo scende meglio! -

Dopo pranzo, Riccardino si adagiò sul suo giaciglio e si addormentò. Sognò papà e mamma che lo cercavano a casa disperatamente senza trovarlo, vide suo fratello che piangeva per lui, le zie che pregavano in chiesa... si svegliò sudato e col batticuore.

 

            Dafne aveva preso una decisione, doveva svelare la verità a Riccardino. Il Paese dei Girasoli non era il Paradiso. Le pesavano i suoi 120 anni, anche se nel fisico era rimasta una bambina di 12 anni, scomparsa da casa al culmine della malattia. Ricordava con malinconia i suoi ultimi giorni in ospedale, circondata dai suoi familiari, con la mamma che le parlava dolcemente e le infondeva coraggio. Poi una mattina una bellissima farfalla era entrata dalla persiana posandosi sul suo lettino:

-Ciao Dafne, ti piacerebbe fare una passeggiata volando sulle mie ali? Ti porterei in un posto meraviglioooso, devi solo balzare in sella-

-Tu... parli?... e conosci il mio nome... forse sto sognando o sono entrata in coma...- aveva mormorato la bimba.

-Non stai sognaaando, mi chiamo Lilla, se vuoi ti porterò via da questo brutto posto e guarirai subito. Non sei stanca di stare sempre coricata in quel letto?-

-Sì... non ce la faccio più. Ma… come faccio a venire? Non sono capace di liberarmi, la mia vita dipende da una macchina, non posso staccare i fili, rischio di morire! -

-Se vuoi sei liiibera…rispondi SI’ tre volte e vedrai che i fili si staccheranno da soli…-

Dafne pensò che ormai non aveva più nulla da perdere e visto che non esisteva una cura per la sua malattia, valeva la pena di rischiare...quella farfalla parlante dalle grandi ali blu e gialle la guardava fisso negli occhi, muovendo le antenne. Che si trattasse di sogno o realtà, non faceva differenza. Con un fil di voce, disse:

-SI’, SI’, SI’!- 

I fili effettivamente si staccarono dalle sue braccine e la bimba si sollevò come per incanto a circa 30 centimetri dal letto, raggiungendo la farfalla. In pochi istanti Dafne si era rimpicciolita, al punto da saltare a cavalcioni sulla farfalla.

-Sei pronta baby? Si parteee!-

 

            Al Paese dei Girasoli, la bimba aveva ripreso le sue dimensioni normali ed era guarita immediatamente.  Lilla si era trasformata in una bella ragazza, alta e magra, di circa 13 anni, dotata di due ali trasparenti che si illuminavano ad ogni movimento. L'aveva introdotta ai giochi e ai divertimenti che per troppo tempo le erano stati negati a causa della sua malattia. Dafne era rifiorita, i suoi capelli erano di nuovo lunghi, aveva ripreso a mangiare e indossava splendidi abitini. I primi tempi, furono meravigliosi, ricchi di scoperte. Nel corso degli anni però la nostalgia per la sua famiglia e per la Terra si era accentuata, rendendola malinconica. Così aveva deciso di parlare con Ricky per spiegargli che forse era meglio rischiare di morire sulla Terra, ma insieme ai propri cari,  piuttosto che vivere in eterno in un altro mondo, senza famiglia. Il Paese dei Girasoli rappresentava solo una fuga dalla realtà e la felicità era un'illusione.

 

            Arrivò al Mulino, dove s'introdusse volando attraverso la finestra. Vide Ricky che continuava a girarsi inquieto sul suo giaciglio: -Sei sveglio Ricky? Devo parlarti. Nessuno dovrà sapere che sono stata qui. -

-Dafne! Sì sono sveglio, ho fatto un brutto sogno... perchè sei qui? Che succede?-

-Ascoltami, devi tornare a casa, al più presto, non farti convincere a restare, per nessuna ragione! -

-Ma io sto bene qui! Lo sai, oggi ho imparato anche a nuotare! Mi diverto tutto il giorno, mangio tante cose buone...  non ho più il buco sul pancino e cammino bene, le mie gambe sono guarite. Dorino ha fatto una magia che sulla Terra nessun dottore era mai riuscito a fare.-

-Lo so, lo so, anche Lilla fece lo stesso con me... un tempo anch'io ero povera e molto ammalata... la terapia mi aveva debilitata, non mangiavo più e avevo perso tutti i capelli. Poi Lilla mi condusse nel Paese dei Girasoli e guarii subito. Ero felice, mi divertivo tutto il giorno, mi sembrava di vivere in una favola, ma a che prezzo!  Ascolta: i bambini che arrivano nel Paese dei Girasoli non crescono più, io non diventerò mai una donna e tu non diventerai mai un uomo... bambini per sempre, ma vecchi dentro, nella testa, nel cuore. Pieni di ricordi, di rimpianti, e soli. Senza famiglia, senza amore, senza uno scopo per andare avanti. Sono passati più di 100 anni e oggi sono triste più che mai. Anche se vivo fra mille comodità,  sto bene e ho tanti vestiti e tanti giocattoli. -

-Che stai dicendo? Non ti capisco, sono solo un bambino di quasi quattro anni...-

-Io sono una bambina di centoventi anni e... ti sto dicendo la verità. Hanno nascosto gli orologi, per fermare il tempo, il sole non tramonta  per un incantesimo fatto da Mago Doro. Dato che non c'è la notte, non dormiamo mai,  viviamo solo per giocare e mangiare. Lo vedi, neanche tu riesci a dormire. Ricky, vattene finché sei in tempo, non farti incantare da tutte queste stupidaggini, dopo potrebbe essere difficile, anzi impossibile. Dorino non ti permetterà mai di tornare, è un bambino cattivo, suo padre è prigioniero nel Castello, perchè ha compiuto l’incantesimo del Sole, lo ha incatenato nel cielo e ha imprigionato la Luna nel Pozzo stregato. Verrà liberato solo se resterai qui, in quel caso, il tempo riprenderà la sua corsa e nel Paese dei Girasoli finalmente scenderà anche la notte. I bambini e gli anziani della tribù degli Helianthus potranno dormire, dopo tanto tempo. Sto parlando contro i miei interessi, ma voglio evitarti una vita triste e solitaria. Di' al Maghetto che desideri conoscere la Regina, solo lei può permettere il tuo ritorno sulla Terra. Dorino non ti aiuterà mai-

-Non è vero, non è vero, bugiarda, sei una bambina cattiva... Dorino è mio amico, è stato così buono con me mi ha regalato la bicicletta e insegnato un sacco di cose, perchè dovrei tornare a Spezzano? E' così bello qui! Ero un bambino molto malato ora sono guarito.  -

-Preferirei sapere di essere condannata a morire, ma vivere i miei ultimi giorni sulla Terra, con i miei familiari, in ospedale o nella mia cameretta, non in questo Mondo, da immortale. Pensaci bene, prima di scegliere. Adesso devo andare, Ricky. Ricorda le mie parole e non raccontare a nessuno del nostro incontro. Ti voglio bene, buona fortuna piccolo.-

-Grazie... non so se crederti... però mi sarebbe piaciuto molto giocare con te...-

 

            Dafne baciò Riccardino sulla fronte e volò via dalla finestra come una libellula, con le lunghe chiome dorate che svolazzavano nell'aria. Lui la guardò pensieroso e si alzò per prendere una scatola di cioccolatini. Iniziò a mangiarli assaporandoli uno per uno, ad occhi chiusi. Erano buonissimi, ma la stanchezza ebbe il sopravvento e si addormentò.

Intanto Dorino salì in camera sua a cambiarsi e vide che alla finestra lo attendeva Lilla, una delle farfalle:

-Ho un messaggio per te da parte della Regina.  Ti attende al Castello,  desidera parlarti del piccolo guerriero.-

-Va bene, volo subito da Lei. -

Il Maghetto uscì dalla finestra per non incrociare Ricky e si precipitò al Palazzo.

-Buongiorno mia Regina, sono qui come hai richiesto.-

-Ho osservato attentamente Riccardino e devo ammettere che sei stato molto bravo e convincente, sono certa che sceglierà di restare. Forse hai esagerato, la partita di pallone, il volo sull’unicorno e le immersioni con Nanà, tutto in una volta. Sarà distrutto dalla stanchezza, povero piccino! -

-Ma adesso è felice! Quel bimbo è curioso, vivace, ama l’avventura ed è forte proprio come un guerriero. Mai visto un ragazzino di quattro anni così instancabile e... affamato!-

-E’ tempo di agire. Quando si sveglierà, dovrai parlargli. Ricorda che non puoi fallire, sennò diventerai un Terreno, ti ammalerai e morirai. Ti trasformerò senza pietà in uno stupido Umano e tuo padre resterà prigioniero nel Castello per sempre–

-Ce la farò, non ho mai sbagliato.-

-Ricorda, se fallirai, ti spedirò sulla Terra.  E’ tutto, puoi andare –

Dorino s’inchinò e la salutò con deferenza: -Mia Regina e Padrona, non ti deluderò neanche stavolta. A più tardi.-

 

            Il ragazzo raggiunse suo padre nel Castello: -Padre, ce l’ho fatta, presto sarai libero. Consegnerò il ragazzino alla Regina, l'ho convinto a restare.-

-Bravo figliolo, sono stanco di star chiuso qui e rivoglio i miei poteri al più presto.-

-Ora vado al Mulino, tornerò appena possibile a darti la lieta novella e festeggeremo la tua liberazione.-

-Sì, non vedo l'ora di compiere un nuovo incantesimo nel Paese dei Girasoli! Stavolta ho deciso d'incatenare la Luna nel cielo e imprigionare il Sole nel Pozzo stregato. Farò scendere la notte per sempre, poi trasformerò la regina in una statua e sarò io a governare il Paese.-

Dorino era consapevole che la liberazione di suo padre sarebbe costata cara alla Comunità, ma gli voleva bene e per lui era disposto a tutto.

-Sveglia Ricky, ti ho portato dei vestiti e delle scarpette nuove, così potrai cambiarti.-

Il bimbo si destò e osservò ciò che Dorino gli aveva portato: pantaloncini, camicette e scarpe.

-Che belli! Grazie! -

Lo aiutò a cambiarsi e poi gli propose di fare un giro nei dintorni.

-Come ti trovi da noi?-

-Bene, perchè?-

-Allora hai deciso di restare?-

-Sì, però, vorrei conoscere la Regina. Ti prego! -

-Va bene. Vieni che ti applico le ali. Per fortuna fra poco ti cresceranno!-

 

            Giunti al palazzo, Dorino lasciò fuori Ricky per avvisare la Regina che lui desiderava conoscerla.

-Lo sai che non amo chiacchierare con questi stupidi bambini!-

-Vuole solo vederti, te l'ho detto, è curioso! Mia Regina, ti assicuro che dopo il vostro incontro deciderà di restare e tutto si sistemerà.-

-E sia. Ma desidero restare sola con lui, vattene fuori. -

La Regina non sopportava nè Dorino, nè suo padre, li tollerava a malapena. L'incantesimo del Sole aveva guastato l'armonia nella Comunità e solo grazie ai bambini della Terra il Paese dei Girasoli era tornato a vivere. Era stata una bella idea, quella di ripopolare la cittadina con i bimbi più malati del mondo. Purtroppo la magia era riuscita a metà, i bambini guarivano, ma smettevano di crescere. In ogni caso non potevano procreare e la popolazione era formata da ultracentenari e ragazzini. Se il piccolo guerriero fosse rimasto, lei avrebbe dovuto tenuto fede alla promessa, liberando Mago Doro. La notte finalmente sarebbe scesa e tutta la Comunità avrebbe ripreso a dormire. 

 

            Riccardino entrò timoroso. Si guardava intorno, il salone era immerso nella penombra, le finestre strette come al Mulino non facevano passare la luce accecante del sole che splendeva ininterrottamente. Sul trono sedeva maestosa la Regina:

-Come sei elegante, Ricky...-

-Ciao Regina, ecco, io... volevo conoscerti e...-

-...e volevi farmi delle domande, non è vero?-

-Sì. -

-Puoi farne tre. Dopo dovrai decidere se restare o tornare sulla Terra. Il tuo Tempo è scaduto. -

-Ho capito. Ecco, io vorrei sapere quando rivedrò mamma e papà e se non mi ammalerò più.-

-Se resterai qui, non rivedrai mai più nessuno della tua famiglia. In compenso guarirai e potrai giocare tutto il giorno. Hai diritto a fare un'ultima domanda. -

-Mi puoi dire perchè mi è successo tutto questo? Perchè proprio a me?-

-Vedi Ricky, qualcuno mi ha riferito che sulla Terra viveva un bambino molto malato, in un posto chiamato "Spezzano". La sua famiglia non aveva la possibilità di curarlo e anche se tanti amici cercavano di aiutarli,  non riuscivano a raccogliere il danaro per pagare le cure in America. Così abbiamo deciso di dargli una possibilità: guarire immediatamente e vivere in un Mondo diverso, seppur lontano dai suoi cari. Altri bambini prima di lui avevano accettato e vivevano felici da oltre un secolo nel Paese dei Girasoli, dimenticando la Terra e i loro familiari, ormai scomparsi. A questi bambini sono state risparmiate le sofferenze della malattia, gli stenti di una vita povera e il dolore per la perdita dei genitori. Vivono un'esistenza dorata, ricca di gioia e divertimento, nella natura, insieme a tanti amici. Tu puoi essere uno di loro, se vuoi.-

-Quanto tempo ho per decidere?- replicò Riccardino, pensando a Dafne.

-Il tempo di mangiare questa tavoletta di cioccolato, tieni.-

Il bimbo la prese ringraziandola e la guardò: cioccolato al latte con mandorle e nocciole, una delle sue preferite.

-Potrebbe essere l'ultima, se deciderai di tornare sulla Terra. Lì riprenderai ad alimentarti col sondino, e non potrai più camminare, resterai seduto sul passeggino o coricato. Niente più giochi, partite di pallone, corse in bicicletta o a cavallo. Altro che nuotare e volare! La tua mamma ti preparerà il siringone con quelle orrende pappette due volte al giorno... e tu strillerai! -

Sentir parlare della sua mamma e vederla con gli occhi della mente, fu un tutt'uno per Riccardino. Mormorò: "mammina",  decidendo all'istante di tornare a casa per restare stretto fra le sue braccia e sentire i baci e le coccole. Quanto gli mancava l’amore della mamma! Anche del siringone aveva nostalgia.  E di papà, di Ninì, dei nonni, delle zie… Buttò via la cioccolata e con voce decisa affermò:

-Regina, ho deciso di tornare, non me ne importa niente di tutte le cose che hai detto. VOGLIO TORNARE SUBITO A CASA, HAI CAPITO?-

-Non posso crederci... allora questa cosa che sulla Terra chiamate "amore" deve essere più potente di tutto... più di un incantesimo... più della magia... preferire la sofferenza alla felicità... per amore! Rispetto la tua decisione, anche se non la condivido. Sei un vero guerriero. -

La Regina agitò un campanello e un pappagallino verde e giallo, con le ali screziate di rosso, si presentò al suo cospetto, inchinandosi ai suoi piedi:

-Agli ordini, mia Regina- disse con voce melodiosa, e aggiunse -cosa posso fare per te?-

-Lino, devi riportare Riccardo Pio sulla Terra.-

-Obbedisco! Ehi tu, perchè mi guardi così? Viaggerai comodo, in prima classe, le mie piume sono folte e morbide. Rispondi SI’ tre volte e salta su!-

Ricky urlò: -SI’, SI’, SI’!-  e si sollevò d’incanto a circa 30 centimetri da terra, raggiungendo il pappagallino. In pochi istanti si era rimpicciolito, al punto da salire su di lui. Le piume erano effettivamente lisce e morbide e si adagiò comodamente.

-Ciao Regina e grazie...ah, dimenticavo queste... - e staccandosi le ali prestate da Dorino aggiunse: - Non mi servono più sulla Terra. Mi basta il passeggino. -

-Sei pronto baby? Si parteee!-

Il volo di ritorno fu breve, incontrarono solo pochi uccellini, Lino era veloce e man mano che si avvicinavano alla Terra, il cielo diventava sempre più scuro. Riccardino non vedeva l'ora di riabbracciare i suoi genitori. Solo allora capì quanto gli erano mancati, aveva preso la decisione giusta. Pensò ancora a Dafne, la bella bambina di 120 anni sola al mondo, condannata a vivere contro la sua volontà... -

 

            Il bimbo si ritrovò in cucina, seduto sul passeggino, con la cintura slacciata. Non era in grado di muovere un dito e temeva di cadere da un momento all’altro. Sentiva la mamma parlare ancora al telefono, e sperava che finisse presto. Voleva restare fra le sue braccia per un po'. Finalmente terminò:

-Quanto mi piace chiaccherare con Mirella! Sai, ha promesso che quando guarirai, ce ne andremo un mese in Toscana e scriverà la storia della tua vita! -

Giulia si avvicinò a suo figlio e chinandosi per dargli un bacio osservò:

-Madonna Santa, hai la cintura aperta, rischiavi di cadere mentre io parlavo al telefono... e i pomodorini sono finiti tutti a terra, che disastro, li sto pestando sotto le scarpe!-

Ricky sorrise sperando che li avesse schiacciati tutti, così non avrebbe corso più il rischio di esser portato via…

-Che fai ridi? Piccolo mio, quanto sei tenero, ti voglio bene! –

Giulia intuì che il bimbo desiderava essere coccolato e lo prese in braccio stringendolo forte:

-Dopo pulisco, ora voglio stare stretta stretta con il mio piccolo grande guerriero. Sono sicura che ce la faremo a vincere!-

 

            Mentre lo stringeva forte al petto, toccò qualcosa fra le scapole, forse Riccardino era stato punto dalle zanzare. Lo portò in soggiorno adagiandolo sul divano. Tolse la maglietta e vide che si trattava di un grosso foruncolo. Lo disinfettò accuratamente e disse:

-Pensavo che t'avevano punto le zanzare, invece c'hai un brufoletto, gioia della mia vita! Se continua a gonfiare, ti porto dal pediatra. -

Riccardino la guardò cercando di dire qualcosa. Quello non era un foruncolo! O forse sì... Ricordò la sua strana avventura nel Paese dei Girasoli, dove aveva giocato a calcio, cavalcato l'Unicorno, nuotato con un delfino e volato con delle ali in prestito. Pensò alle scorpacciate di dolci, agli animali parlanti e alle trasformazioni... Guardando la sua mamma, sentì di aver fatto la scelta giusta e pianse di felicità.

(continua)

 

 

Questa favola non è finita, attende con ansia di essere completata.

Riccardino desidera vivere, mangiare, comunicare.

Dipende solo da voi.

Il vostro aiuto è fondamentale per scrivere la parola FINE.

FINE alle sue sofferenze, FINE della favola e INIZIO di una vita nuova.

Io ci conto. Non vedo l'ora di scrivere la quarta ed ultima parte della favola, dal titolo "La Vittoria". Aiutatemi ad aiutare Riccardino.

Tutti coloro che desiderassero una "favola su commissione", per i propri figli, nipoti, amici, possono ordinarla inviando una mail presso: clicca qui

indicando gli elementi da inserire nella storia. In un paio di settimane cucirò una favola su misura, arricchita anche da immagini ed animazioni, che consegnerò via e-mail o digitalizzata su CD, tramite posta. Devolverò il 50% del ricavato a Riccardino, per aiutarlo a vincere la sua battaglia. Il costo di una favola che non supera le 50 pagine è di circa 100 euro. Contattatemi per qualsiasi informazione.

Ringrazio tutti fin d'ora, spero di leggervi presto!

 

Mirella Puccio